Poirot e la salma (1946)

Con “Poirot e la salma” tiriamo fuori un altro romanzo che può essere definito un “classico”. I personaggi sono belli corposi, interessanti, più vividi del solito, e Poirot è sempre il perfetto Poirot.

L’ambientazione è la “classica” casa di campagna, l’omicidio durante un “classico” weekend con diversi ospiti che erano venuti a prendere un po’ d’aria e a godersi il giardino e la piscina.

Ma l’intrigo si presenta un po’ diverso dal solito perché non nasce dall’avidità materiale, bensì dei sentimenti, in questa trama reali e contrastanti come in pochi romanzi di Agatha.

Lo dimostra anche l’eroina, una giovane indipendente come tante eroine che abbiamo già incontrato, ma con una vena di spregiudicatezza inedita, che passa attraverso la convinzione che non sia il matrimonio la soluzione dei suoi problemi, bensì l’arte, in cui vede il completamento della propria esistenza.

Partendo così dalla struttura “classica”, la piega della trama diventa imprevedibile, perché qui Agatha scrive prima di tutto un libro sulla percezione che si ha di se stessi, ma anche dell’immagine che gli altri hanno di noi. Per questo vale assolutamente la pena di leggerlo.

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