Le donne forti di Kelly Reemtsen


Ma l'arte serve? / lunedì, giugno 11th, 2018

Faccio un altro piccolo salto nell’arte contemporanea per parlare delle donne fantastiche di una pittrice americana che mi ha rapito il cuore: Kelly Reemtsen.

E’ difficile scegliere un suo quadro e parlarne perché il tema di base si ripete in una varietà fantastica di forme e colori che rende ogni opera una godibilissima sorpresa. Per questo ho avuto molta difficoltà a decidere come affrontare il discorso, così ho deciso di presentarvi più opere, tutte bellissime.

Il tema che la Reemtsen rappresenta all’infinito è quello della donna vista nel pieno della sua femminilità che maneggia attrezzi utili per lavori da “veri uomini”. In poche parole afferma in ogni sua opera come l’essere femminile non precluda la capacità di compiere atti che richiedono forza e forse una certa dose di violenza.

L’immagine ruota sul contrasto tra il gusto civettuolo di perfetti abiti anni cinquanta e ingombranti asce, pale, martelli o magnifiche seghe elettriche dai bordi allegramente colorati, il tutto indossato come un accessorio, ovvero una borsa o un gioiello.

Gli abiti sono sempre eleganti e raffinati, espressione di un gusto retrò romantico e femminile, che richiama una tipologia di donna curata e tonica, che può permettersi di mostrare un vitino da vespa e le gambe dritte sui tacchi vertiginosi insieme a vestiti dalle fantasie colorate e tessuti preziosi.

Eppure tutto questo mondo fatale si scontra con gli oggetti che ha in mano, oggetti da uomo che suggeriscono una forza nascosta così lontana dalla leggerezza delle stoffe che le fasciano il corpo.

A sublimare ulteriormente la metafora, si aggiunge la mancanza dei volti, che toglie la possibilità di  vedere l’espressione e che rende ancora più intrigante l’interpretazione delle intenzioni sull’utilizzo dell’attrezzo, che potrebbe essere usato per abbattere un albero diventato ingombrante in giardino, oppure per sfasciare la macchina di un marito traditore, o ancora per fare a fette una rivale sul lavoro.

Ognuno può immaginare l’uso che farebbe di quella pala o della sega elettrica dai bordi arcobaleno mentre la vede impugnata con tanta sicurezza da una figura che dovrebbe tenere al suo posto di una borsa di Chanel o Gucci.

Il tutto reso più materico e movimentato dall’uso corposo del colore, vivido e steso spesso a spatola così da diventare intenso e quasi tridimensionale.

La forte ironia che guida tutta la composizione e che si esprime non solo nei contrasti tra i valori semiotici degli oggetti ma negli abbinamenti dei colori e dei motivi, rende delle opere che potrebbero sembrare monotone sempre diverse, fresche e sorprendenti mentre l’idea concisa ma potente le trasforma nel veicolo per un messaggio importante: la forza non è data dall’aspetto, ma dalla capacità e dal coraggio con cui si affrontano le situazioni con i mezzi che abbiamo a disposizione.